La pittura segreta di Luciano Berruti

Luciano Berruti è artista difficile e segreto di “luminosità sommessa”, e talvolta è difficile spiegare la sua poesia, smontare i concetti e parole in flusso musicale restituirne il palpito vitale e lo struggimento emotivo. Ogni sua opera va vista, sentita, accettata o rifiutata in profondità.

La parola deve restare in sordina rispetto all’immagine così ricca di sensazioni, così densa di significato, così immediata e totale nella sua capacità di sintesi espressiva. L’ artista lavora alla radice dell’immagine, spogliandola di ogni abbellimento, chiudendo occhi e mente alle lusinghe della decorazione per ascoltare soltanto il non nascosto del “reale”, quel pulsare di vita che ogni particella conserva e che egli sa tradurre in forma, intensa non come aspetto esteriore delle cose, ma come qualità intrinseca al “sentimento” delle cose.
La pittura di Berruti è sentimento, non sentimentalismo, né debolezza di fronte alla forza della ragione; è invece capacità di sentire ciò che sta intorno, trasformando in emozioni, arricchendo la ragione con l a fantasia e donando un pizzico di pathos, di luce al grigiore della vita quotidiana.

Modernità e contemporaneità sono due elementi chec caratterizzano la sua ricerca, fatta sulla storia che si ripete quotidianamente, per cogliere in essa la materia del mondo, una pittura-materia esile e forte, delicata, combattuta e nuova. E poi C è il colore, la memoria, un lirico vagheggiamento, immagini che sono al tempo stesso dolorose e tenere celebrazioni, un rinchiudersi di acque e sentieri sepolti che l‘uomo-pittore continuamente percorre. La memoria di Berruti è un mondo per definire la leggerezza di quella realtà invisibile che il nostro segreto rovescio, la fodera di noi, le stanze inesplorate della nostra casa. Una calma soave derivante dalla consapevolezza che lo scopo della sua pittura è semplice e umano, poter essere vista senza essere guardatala, sensazione confortevole di muoversi in uno spazio certo, in una dimensione organica e psichica.

Berruti vive la pittura e la pittura lo fa vivere, senza rimorsi: come metafora e allegoria della vita, forma, spazio e cultura.

Giuseppe Biasutti