L'aria tangibile: il colore velluto della realta'

Ogni espressione dell’arte contemporanea è necessariamente il risultato di una riflessione personale, di una necessità di creazione, l’esternazione di una singola e individuale visione di una parte del mondo, che viene restituita dall’artista fautore di essa. Credo che sia fondamentale partire da questo assunto ogni qual volta si incontri un pittore nuovo, filtro per capire i suoi quadri, specchio a loro volta della sua interiorità. La poetica di Luciano Berruti guarda alla realtà di paesaggi urbani e rurali, di nature morte di frutta o di fiori, di interni popolati o meno da immote figure.

Ma si è ben lontani da ciò che si potrebbe considerare un realismo fotografico e descrittivo di scene e situazioni viste o vissute: c’è un coerente intento di indagare la superficie delle cose, di svuotarla di ogni contenuto drammatico, di renderla estemporanea. Ogni casa, ogni soggetto o paesaggio, potrebbe essere parte di un qualsiasi contesto, acquistano un’artistica universalità priva di connotati specifici riconoscibili, svuotati da dinamicità: gli edifici non pulsano della vita di chi li abita, non una mosca vola sui frutti di una natura morta, le campagne non sono mosse nemmeno da un alito di vento, bensì definite da una pennellate leggibili e larghe che ne scolpiscono le forme essenziali riassumendole, rifiutando di indagare in esse il salto di una lepre, l’acerbità di una spiga di grano, il lavoro di un contadino: la vita il movimento, il mutamento, il tempo delle stagioni disturberebbero la poesia della quiete e la purezza dell’idea artistica di queste terre.

Berruti sfugge alla corsa incessante del mondo eternando le cose in colori crepuscolari o mattutini, impressionisti in un certo qual modo, in toni rosa, azzurri, viola, gialli e arancioni che si poggiano gli uni sugli altri in ve li che creano come un lenzuolo di ovatta sulla realtà.

L’artista dipinge l’aria, come egli stesso dice, un’aria che si materializza in colore a mostrarsi laddove nessuno in realtà la può vedere, e accarezza interi paesaggi collinari o brulli alberi di città, esterni di palazzi che si chiudono su stretti passaggi di via o interni di stanze e studi dove poggiano, su tavoli di posa .come quelli di più antichi atelier, immoti vasi di fiori di contorni delicati fino ad essere offuscati.

L’aria trasparente si fa, nelle tele di Berruti, un po’ più opaca per correggere i difetti e le brutture quotidiane della realtà, o forse ancor più per invitare l’occhio di chi guarda a soffermarsi alla vista per più di un solo minuto. Occorre fermarsi davanti a questi dipinti per indagare e scoprire ciò che ad un primo distratto momento non si percepisce: ciò che ad una superficiale occhiata appare come un leggiadro gioco di colori e di forme geometriche emergenti da uno sfondo, svela ad una osservazione più attenta finestre, che trasformano parallelepipedi in case, o sagome irregolari ed affusolate che si rivelano figure umane. Non solo i quadri di Berruti dunque vogliono svuotare il mondo della sua frenesia e fissarne la sua superficie, non solo i dipinti sono sospesi nell’immobilità di quest’aria pesante che esterna scene ed ambienti, ma è lo spettatore che è chiamato a rarallentare, a fissare lo sguardo nel profondo di quell’atmosfera, a percepire la densità, a sospendere la propria anima nell’inverosimile di quelle cromie per magia delle quali contesti urbani assumono toni bicolore di arancione e blu, campagne artigiane si generalizzano bruciando di rossi e di viola, oggetti di natura morta si raffreddano in filtri di indaco tenui. Dietro a queste scelte artis~iche leggiamo la volontà di cercare nella ragnatela aerea del colore un mondo altro da quello che si vede passando oltre il ritmo ‘della vita.

La poetica di Luciano Berruti è un’idea coerente della pittura, singolare, originale, propria mai banale, figlia di un pensiero colto che conosce secoli di pittura e di filosofia/caratteristiche indispensabili nel nostro secolo perché si origini quel salto di qualità fondamentale grazie al quale parlare non solo di buon disegno o bella pitturaI ma deWopera di un artista.

Emilia Ferri