L’arte che diventa sogno

Di origini piemontesi Luciano Berruti da molti anni si strania dalla routine del quotidiano dedicandosi al proprio mondo e collezionando “visioni storiche dell’arte”, ma soprattutto dipingendo, apparendo così sempre più un’artista singolare ed esclusivo nel panorama dell’arte contemporanea di scuola italiana.

Vi è nella pittura di Berruti il sentimento delle cose, l’attenzione per il mondo che lo circonda per l’ampio distendersi delle colline, per le atmosfere, per gli oggetti e l’imponenza delle trasparenze che diventano parte integrante dell’opera.

La sua è un arte che diventa sogno, mito di un tempo perduto di una natura straordinariamente lontana dalla tecnologia inquinante, dalle tangenziali “occupate” dalle colonne di automobili, da una folla anonima che si sfiora senza conoscersi e senza far nulla per conoscersi.

Una pittura che va ben al di là di una sottesa ingenuità, per suggerire un itinerario alternativo, una possibile strada verso una nuova avventura dell’uomo in diretto rapporto con la propria segreta interiorità. Così, con eterna freschezza, entusiasmo e con una dote istintiva di genuinità, Luciano Berruti ha intrapreso e poi continuato a dipingere, pur con la grande forza delle velature delicati incantesimi, avendo con la natura lo stesso rapporto esclusivo e totale dei bambini e dei poeti. Un’arte fatta di realismo magico, dove il sognare è ancora un dono fatato e senza incubi, dove il cuore non dimentica il dolce colloquio con le semplici armonie.

Cinzia Tesio