Luciano Berruti

Non conosco a fondo Luciano Berruti, ma sarei indotto a pensare che quando le ombre della sera rendono indistinto il profilo delle cose, egli si apparti nel suo studiolo per dedicarsi ad una poesia figurativa di immagini senza contorno.

Non a caso ciò che colpisce, ed affascina, nelle sue opere, è il senso lirico a cui egli si affida per trasfigurare la realtà: colori tenui e castellati che sembrano far emergere, accanto agli oggetti delle nature morte e nelle atmosfere paesaggistiche, anche ciò che il pennello ha dipinto e che l’occhio non coglie. Attenzione però sarebbe semplicistico e riduttivo pensare gli sfumati in cui si dissolve l’apparenza delle cose costituiscano una mera tecnica per confrontarsi con la realtà. E’ vero il contrario.

Quelle evanescenze lasciano trasparire un senso di sospesa solitudine e, nel contempo, di lirica interpretazione della natura. Berruti, a ben pensarci, rappresenta un’assoluta ed isolata novità nella pittura astigiana di questi ultimi anni, ancora priva di personalità “autentiche”: fra gli illustratori-pittori, anche se tecnicamente validi, ma pur sempre “illustratori”, finalmente un pittore-pittore!

Bruno Vergano