Sensazioni dell'anima

Dipingere l’anima nell’arte non è una situazione facile, in quanto non esiste un’univoca rappresentazione di ciò che può essere definito etereo e impalpabile. In passato nessuno ha mai trovato una definizione assoluta di raffigurazione e sicuramente tale stato dell’arte rimarrà in futuro. Invece, quello che è concesso all’essere umano è di trovare un iter personale, quindi non replicabile in toto, che possa aiutare nella ricerca. D'altronde lo scrittore James Joyce ponendosi il quesito su quale fosse l’età dell’anima umana, si rispondeva indicando che “come essa ha la virtù del camaleonte di mutar colore a ogni nuovo incontro, d'esser gaia con chi è allegro e triste con chi è depresso, così anche la sua età è mutevole come il suo umore”.

Nell’accezione più generica, come da definizione presente nel vocabolario di filosofia Treccani, l’anima è il principio vitale dell’uomo cui determina la parte immateriale, intesa come origine, centro del pensiero, del sentimento, della volontà e della coscienza morale. In arte, arrivare a dipingere una figurazione così articolata non è mai stato semplice, eppure il maestro astigiano, classe 1931, Luciano Berruti nel suon iter artistico è arrivato a dare vitalità alle sensazioni dello spirito umano e di tutto quello che lo circonda. Paesaggi di terra e mare, orizzonti, composizioni floreali, scene d’interni, figure umane, nature silenti e particolari segreti sono dipinti in modo tale che lo spettatore possa trovare una fonte di costanti riflessioni, tanto che Honoré de Balzac evidenziava che “nelle circostanze solenni della vita, l'anima resta legata ai luoghi ove piaceri e dolori ci colpiscono”: disamina probabilmente azzeccata.

La pittura di Berruti, in luoghi del pensiero, è sempre avvolta da infiniti segreti che sempre sfociano in quel grande mistero che è la vita. Ogni situazione dipinta è puramente onirica in quanto l’artista cerca d’individuare e analizzare la natura, ultima e assoluta, della realtà. Ecco che il sogno si modifica all’interno di una dimensione metafisica dove tutto è possibile e impossibile allo stesso tempo. Infatti, come indicò il critico e curatore d’arte Vittorio Sgarbi, il maestro è un “pittore di trasfigurazioni dalla realtà in sogno”.

Le cromie di Berruti sono sempre frutto di una consapevole ricerca attraverso sfumature e gradazioni atte a permettere una costante meditazione. Forma e non forma si uniscono all’interno di una tecnica mai banale, ma sempre ponderata al personale concetto artistico.

Alla soglia di 86 anni, la ricerca di Luciano Berruti è infinita come del resto il suo amore per l’arte e per questo motivo la narrazione pittorica interiore nel creato non avrà mai un termine. Il maestro ripercorre dunque la disamina del filosofo greco Aristotele all’interno della quale “tra corpo e anima vige un rapporto materia-forma, come se l'anima fosse la vera forma del corpo”.

Alain Chivilò

Fonte: www.nulladiesinelinea.com/miscellaneous/luciano-berruti-sensazioni