La realta' oltre la realta'

La pittura di Luciano Berruti è fatta soprattutto di percezioni e sensazioni ma ciò nonostante (o forse proprio per questo) rimane, in fondo, intimamente realista. La realtà della natura e delle cose è fatta di forme, ma a lui non interessa semplicemente descrivere, perchè ha capito che il grande segreto della pittura del nostro secolo è la capacità di andare oltre la realtà.

Egli ne avverte tutte le emozioni ne coglie tutte le complesse suggestioni e le trasforma in colore, con cui riesce a farcele comprendere e a renderci partecipi, estraendone l’essenza più intima e riposta. E’ questo il mezzo espressivo che permette a Berruti di afferrare e trasfigurare la realtà, un colore che scioglie le forme ed i contorni, nega i volumi e si affranca dal secolare dovere della rappresentazione, si allarga in macchie, si sovrappone, si purifica e si mescola, ma vive una propria esistenza, e più diventa autonomo e più isola e trattiene con sé brandelli di mondo.

Nella pittura di Berruti il colore filtra la realtà attenuandola, le mette un vetro polarizzato davanti per scrutarla curioso, ma nello stesso tempo la allontana come per difendersi: la realtà di oggi è angoscia e se non si prendono le dovute contromisure, tutti noi restiamo schiacciati. Il rimedio è dunque la materia lieve ma densa, gli accordi cromatici tenui o delicati, che apparentemente danno un risultato del tutto opposto a quelli espressionistici che hanno caratterizzato la pittura nel nostro secolo, in cui il colore si ispessisce e si accentua catapultandoci all’interno delle più emotive e drammatiche situazioni di vita.

A ben guardare, invece, gli esiti non sono poi così tanto diversi, in quanto si tratta sempre di una comunicazione interiore attraverso il colore, violenta e diretta nel caso degli espressionisti, più lirica e contemplativa (e quindi con qualche speranza in più) nell’arte di Berruti.

Alberto Cottino